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Analisi delle firme |
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Liana Vettori
GRAFOLOGO
GIUDIZIARIO
Iscritta dal 1999 al n. 3 dei Consulenti tecnici e
Periti del
TRIBUNALE DI PISTOIA

LA PERIZIA TECNICA
Sempre più spesso al grafologo giudiziario vengono fatte richieste che
esulano dalla verifica della paternità di una scrittura e riferibili
invece ad una vasta serie di problematiche tecniche che vanno dal falso
documentale, alla datazione o verifica degli inchiostri, oppure la
"decifrazione" di dattiloscritti o timbri impossibili: ad esempio,
assieme alla verifica sulla paternità delle firme apposte su di una
fideiussione mi è stato chiesto anche di verificare la data del timbro
postale apposto sul francobollo perché il cliente della banca ipotizzava
che la banca stessa oltre alle firme potesse aver alterato anche la data
di invio del documento.
Vi sono poi casi peritali nei quali vengono posti quesiti strettamente
attinenti alle manoscritture, ma può capitare che la soluzione del caso
non sia data dalla comparazione con scritture autografe ma da tracce
latenti di varia natura più o meno visibili, che fanno intuire la vera
origine di quella determinata scrittura, più delle analogie o differenze
grafiche.
Queste tracce possono essere ad esempio dei solchi
ciechi - che non sempre sono imputabili ad una copia su ricalco
della scrittura in verifica -; oppure tracce di
lapis servite a volte – ma non sempre - da guida per la scrittura
vera e propria; tracce di abrasioni del
supporto cartaceo causate da cancellazioni per alterazione delle
scritture.
La casistica può essere la più svariata e non ci stupiamo più di quello
che ci può essere chiesto o ci capita di osservare. Ed ogni volta
dobbiamo aggiornare le nostre conoscenze e le nostre metodologie al caso
proposto.
La moderna tecnologia può aiutarci,
anche se non sempre è possibile dotarsi di apparecchiature che per l’uso
ridotto che ne facciamo non consentono di ammortizzare gli alti costi.
E’ dunque necessario che un professionista si affianchi a
laboratori esperti
in vari settori, soprattutto per i casi più specifici come ad esempio
quelli riguardanti la datazione e verifica degli inchiostri.
Per tale collaborazione serve comunque l’autorizzazione dal magistrato.
Ad ogni modo, oltre ad una preparazione specifica in materia di
grafologia peritale, il professionista è necessario conosca - e se
possibile ne sia dotato - le apparecchiature, anche minime, che
consentono di esaminare dettagliatamente i documenti e, cosa
importantissima, che possono permettere una corretta rilevazione dei
particolari osservati al fine di documentarli in perizia, quali, un
computer e un buon scanner per
acquisire le immagini, un microscopio per
osservare i documenti a forti ingrandimenti possibilmente connesso a
macchina fotografica, a
telecamera o
occhio digitale per documentare quanto rilevato, con varie tipologie
di illuminazione.
Perché, se per la valutazione della scrittura abbiamo a disposizione un
modus operandi che si concretizza nella definizione di “analisi
e comparazione della grafia” come stabilito con sentenza del febbraio
1991 - modus in definitiva pur sempre soggetto al giudizio umano per
questo suscettibile di risultati diversi a seconda dei criteri di
valutazione del perito -, per le questioni tecniche invece è doveroso a
mio avvio attenersi rigorosamente ad un metodo di stampo galileiano,
ossia documentare al massimo quanto osservato non soltanto per
dimostrare il risultato al giudice, ma anche e soprattutto per
consentire ad altri tecnici attraverso le immagini e la descrizione
logica degli esami effettuati di verificare e rilevare a loro volta il
fenomeno descritto.
Per dare credibilità alle nostre affermazioni occorre "dimostrare"
attraverso un filo logico come si è arrivati a quel dato risultato, in
modo tale che chiunque con stessi mezzi e stesse condizioni possa
verificare ed arrivare alle stesse conclusioni.
L’umiltà intellettuale di sottoporre al vaglio della prova sperimentale
ogni operazione compiuta è indispensabile per acquistare credibilità
presso gli utenti che richiedono il nostro operato, almeno in questo
settore più tecnico dove il margine di interpretazione dei fenomeni è
minimo.
Al perito infine, occorre anche una buona dose di costanza
nell’esaminare accuratamente i documenti: la fretta e l’impazienza non
sono mai di aiuto nello svolgimento del nostro lavoro.

Quando e perché la Perizia
Perito, PU, CTU o CTP?
Perizia calligrafica o grafica?
Analisi e comparazione della grafia
Oggetto della perizia e categorie di scritture periziabili
La perizia tecnica
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Perizia su fotocopia: è possibile?
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Doris Lessing
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Analisi digitale degli inchiostri
La sovrapposizione dei tratti
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I 10 segni per riconoscere un falso
Scritture di consanguinei
Tremori naturali e tremori artificiosi

Il Prof. Umberto Veronesi, sul settimanale "OGGI", nel 2004
affermava che:
"La Grafologia è una scienza e ci dice anche quanto siamo sani"
Ci sono casi di "disgrafia", l’alterazione della scrittura, che rivelano disturbi respiratori, cardiovascolari, intossicazioni,
malattie nervose… |